Buongiorno Roberto,
come stai?
Spero proceda tutto al meglio. Ieri ho fatto una passeggiata nel verde ma ho intenzione di restare a casa il più possibile.Questa didattica a distanza mette sicuramente alla prova e allo stesso tempo offre spunti di riflessione, ho deciso finalmente cosa viglio insegnare e come.
Ti scrivo per esprimere una mia sofferenza, ci terrei ad avere il tuo parere o riflessione a riguardo.
Prendo una Quotation da Orwell in "Animal farm" "All animals are equal but some animals are more equal than others" e sostituisco animal con teacher. Cosa ne pensi?
Buon proseguimento di giornata
Ciao , mi fa piacere sentirti.
Io sto abbastanza bene, ho un ginocchio dolorante, ma preferisco aspettare a cercare una visita per prudenza covid.
Adesso segue uno scritto che puoi considerare eccessivo; in parte dovuto al sentire il tuo messaggio come suggestivo, e cio' ha allargato l'orizzonte.
Vai tranquilla, non mi sentirei svalutato anche se smettessi di leggere ad un certo punto, e' una tua libertà, come per me di scrivere.
Se invece vuoi semplicemente scambiare qualche parere sul teleins, fammi sapere.
Animal farm e' allegorico, in generale any human society, be it capitalist, socialist, fascist, communist, "democratic", ... con un potere che scorre scoperto o sotterraneo. E' un'allegoria che puo' essere riempita con significati anche molto diversi.
Mi viene da pensare "Liberté, Égalité, Fraternité". Il loro non/equilibrio.
Per sentire un'altra campana ho scorso per 10 minuti google e ti riporto la considerazione che piu' ho condiviso e che mi risuoni in questa fase storica, ma che e' una costante:
One important moral of the "fable" of Animal Farm is the ease with which language can be manipulated and twisted for evil purposes. Orwell was a journalist who understood the power of words and the power of propaganda.
Mi viene anche in mente
"Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece
disgraziata a modo suo"
Lev Tolstoj
"... uguali, ... piu' uguali ..."
Considerata isolata e' una frase che nega se stessa: se ci sono i piu' uguali, allora non siamo tutti uguali, contrariamente alla premessa.
Cio' non ostante, la frase attira facilmente sia i benintenzionati a fare meglio, sia i malintenzionati che dal meglio trarranno profitto.
? Forse quello che senti (tu Maurizia) e' di essere uguale agli altri, ma non cosi' uguale come quelli piu' uguali che se la filano tra loro e ti escludono, oppure soffri vedendo la miseria in cui si perdono ?
Se i miei pensiere non risuonano i tuoi, allora ho bisogno che tu sia piu' specifica.
C'e' chi va oltre e si unisce allo spirito, o con visione transpersonale, nel servizio all'umanita' sacrificando se stesso: dovevo fare una visita medica cardiologica, ma lui, primario, e' morto a 70 anni per covid, anche per l'attivita' di presidente della croce rossa di un paese in Brianza.
Voglio dire alcune cose, riguardo ad altro che hai detto.
Corporativismo. Degli insegnanti rispetto agli altri lavoratori. Degli insiegnanti per livelli di insegnamento. Di insegnanti per materia di studio. Cosi' miopi da non vedere che cio' che li unisce (lo studio-cultura e la sua trasmissione) e' molto piu' di cio' che li divide. Ma questo e' il dato di fatto, che potrei approfondire, ma semmai lo vorrai.
Lupo non mangia lupo. Per capirlo basta-occorre saper riconoscere il lupo.
Dividi et impera.
ref: Animal farm, George Orwell.
La scuola e' immersa nella societa' e l'effetto che una ha sull'altra e' enormemente sbilanciato a favore della societa'. Questo per dire che cio' che avviene all'interno della scuola e' guidato da cause sociali, e minimamente da cause interne. Questo come quadro generale per parlare di come si e' come insegnante.
In piu' gli insegnanti, come altre categorie, soffrono di vanita' o superbia del sapere
es tra tanti coronavirus-plasma-iperimmune-burioni-vs-mantova merda galleggiante non affonda mai.
ref: Scuola e societa'.
Il teleinsegnamento nelle condizioni covid, visto come cambiamento che porta a riflettere sull'insegnare, ma piu' in generale sul nostro agire sociale, e forse ancora piu' in generale come uomo-donna tra terra e cielo.
es: una mia vicina di casa ha preso 350 euro di multa poiche' andava fuori comune in auto per fare lavori di casa per guadagnare per mangiare.
Le persone sono stimolate a riflettere, porsi domande, essere creativi, ma poi la differenza e' quanto questo fuoco durera'. E' importante tenerlo acceso, che non ci divori, ma che non si spenga.
ref: CoViD19 cambiamenti.
quello che ho sempre detto (dal 1986 nei corsi di aggiornamento per le maestre per i nuovi programmi della scuola elementare) e' che umanamente uno puo' cambiare un 5% del proprio insegnamento all'anno, se si vuole tenere sotto controllo cio' che accade. Diversamente uno puo' cambiare tutto in una volta, sicuramente niente sara' sotto controllo, e se cosi' fa, non sa neppure cosa significa avere sotto controllo.
Questo nella prospettiva di un lavoro in solitaria.
Detto chiaramente: io sono a favore di un procedimento scientifico, cioe' con la possibilita' di controllare i risultati. Quindi chi crea il processo principale dovrebbe creare anche il processo di controllo; l'obiezione classica e': controllati e controllore non possono essere gli stessi, facile e' autoassolversi. Ma qui l'autoreferenzialita' e' inevitabile, e' il cervello che osserva se stesso. Occorre procedere, in scienza e coscienza, per tentativi ed errori, con umilta' e perseveranza. In scienza significa che certi studi devono essere fatti, competenze acquisite, con un programma di tempi lunghi 5anni+5anni, es psicologia dell'apprendimento, laboratorio teatrale, ecc...
Qui si arriva alla questione piu' importante.
Detto come slogan: "la regola del 3"
l'importanza del collaborare come ho cercato di fare nell'iniziativa-movimento Resilienza.
cio' che ho detto finora e' l'ambiente per la conclusione.
altrimenti sara' qualcosa legato al contesto es: matematica applicata per i geometri piuttosto che per gli operatori meccanici
Con simpatia, Roberto :-)